
…nessuno escluso!
Buone vacanze a tutti .
Il rientro è previsto per Settembre , con tante novità e sorprese !
E tu di che razza sei ? Umana o disumana?

…nessuno escluso!
Buone vacanze a tutti .
Il rientro è previsto per Settembre , con tante novità e sorprese !
E tu di che razza sei ? Umana o disumana?
Occorrente :
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1. Pulire la superficie esterna della lagenaria con la carta vetrata .
2.Se avete intenzione di incidere la zucca , decorarla o verniciarla , occorre farlo ora.
3. Tagliare la lagenaria a circa 15-25 cm (6-10″) dall’estremità . 4.Ripulire l’interno della zucca dai semi e dalle membrane : il suono del bastone dipende molto dalla cavità creata all’interno della zucca . |
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5. Ora che la parte interna della zucca è pulita, prendere il nastro e assicurarlo all’estremità della zucca appena tagliata . Avvolgere il nastro a spirale intorno a tutta la lunghezza della zucca ed fermarla all’altra estremità
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7. Rimuovere il nastro e infilare gli spiedini di legno o dei chiodi nel foro superiore fino a che non entri nel foro dell’altro lato della zucca.
8 . Utilizzare un taglierino per tagliare lo spiedo eccedente che sporge fuori dal foro. 9. Inserire i sassolini all’interno della lagenaria . 10.Incollare le due parti della zucca con la colla e rinforzare questa giunzione con un collare di cuoio( o tessuto) incollato sopra il taglio per circa 10 cm Il vostro bastone della pioggia (rainstick) è pronto .
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E’ risaputo che in estate i bambini non frequentando gli amichetti della scuola , non potendo fare sport (palestra , calcio , pallavolo …) , diventano inevitabilmente pigri e , potendo , passerebbero tutto il giorno a guardare la tv o giocare ai videogiochi .
Quest’estate , allora , ho “sperimentato” una nuova attività da far svolgere ai miei nipoti e , con mio grande stupore , ha riscosso un enorme successo : ho dato loro circa 30 di semi di girasole , ho spiegato le nozioni base ( mettere i semi prima in un vasetto e poi trasferire le piantine in un punto ben illuminato del giardino …annaffiare quotidianamente …) .
Si sono appassionati tantissimo .
Stanno imparando ad essere costanti e a prendersi un impegno .
Tutti i giorni , infatti , si prendono cura dei girasoli, che , peraltro non sono difficili da coltivare e danno risultati molto gratificanti nel giro di qualche mese .
A mio parere è un tipo di attività molto costruttiva per un bambino , in quanto la coltivazione potrebbe essere una rappresentazione della vita : lavorando , si ottengono risultati e l’impegno è ripagato dai bellissimi fiori .
Inoltre con il giardino letteralmente invaso dai girasoli , abbiamo attirato tantissimi bombi e farfalle che i bambini non conoscevano . Inevitabilmene , apprendere cose nuove , stimola la curiosità e porta a voler approfondire sempre di più .
Normalmente in questo blog parlo principalmente delle mie semine o comunque di faccende correlate alla coltivazione o all’utilizzo delle varietà trattate .
Oggi tuttavia probabilmente divagherò un pò , ma per me è molto importante comunicare a chi mi segue da tempo o semplicemente a chi si trova a passare per caso che “I fiori del bene” è stato nominato per ben due volte sulla rivista “ AAM Terranuova ” .
Innanzitutto una piccola parentesi su AAM Terranuova (Alimentazione, Ambiente , Medicina) : si tratta di una rivista che da oltre 30 anni si occupa di medicine non convenzionali, alimentazione naturale, energie rinnovabili, agricoltura biologica, finanza etica, commercio equo, nonviolenza, ambiente ed ecologia .
Nel numero 223 di AAM Terranuova di Dicembre 2007 , nell’articolo Detersivi fai-da-te di Elisa Nicoli si parla appunto di detersivi fatti in casa . Tra le tante idee , suggerisce di integrare la luffa nel sapone (ne avevo parlato anche io qui ) .
Verso la fine dell’articolo , Elisa Nicoli riporta anche gli approfondimenti e i posti dove reperire la luffa , citando appunto il mio sito .
Questo articolo è consultabile parzialmente anche sul sito PAEA.IT ( Progetti Alternativi per l’Energia e l’Ambiente ) oppure , volendo , si può comprare in arretrato una copia sul sito di AAM Terranuova .
Nel numero 230 di AAM Terranuova di Luglio/Agosto 2008 (in uscita oggi ) , invece , si parla proprio di Stevia ed anche questa volta la gentile Elisa Nicoli nomina il mio sito per la reperibilità dei semi e per dettagli sulla coltivazione .
Onestamente per me è motivo di orgoglio vedere il mio sito su una rivista accreditata come AAm Terranuova , in quanto “I fiori del bene” rappresenta una piccolissima realtà nel web , considerando soprattutto che nel settore dell’”ecologia-agricoltura biologica” esistono dei colossi che hanno molti anni di esperienza alle spalle , mentre il mio sito è on line da appena due anni .
Che dire ? Ad maiora!
Come promesso , è giunto il momento di svelare le nuove varietà di cui mi sto attualmente occupando .
In un precedente post , avevo parlato un pò dei tanti componenti del genere lagenaria . Finora ho parlato della lagenaria siceraria (a bottiglia) , mentre quest’anno ho avuto la fortuna di coltivare anche la lagenaria longissima (sarebbe la numero 13 di questo schema ) .
Fondamentalmente ha le stesse caratteristiche di tutte le lagenarie : è rampicante , si semina in primavera e si raccoglie in autunno . Quando matura diventa legnosa .

Il fiore della lagenaria longissima è bianco , poco più piccolo del fiore della zucchina .

I fiori hanno sessi separati (nella prima foto c’era il fiore maschio e nella seconda il fiore femmina , con il suo gambetto modificato che contiene l’ovario ) .
Questa varietà di lagenaria viene utilizzata spesso per decorare i pergolati , infatti viene chiamata anche “zucca da pergola” .
Ci tengo a precisare che definire le lagenarie come “zucche” è un pò improprio , in quanto pur essendo entrambe cucurbitacee , appartengono a generi differenti , ma è un termine che rende bene l’idea di cosa si parla , per cui almeno io continuerò ad usarlo !
Sono da poco ritornata da una deliziosa “pausa pre-vacanziera” trascorsa nella completa calma e tranquillità del Parco del Cilento . Inutile dirlo che il rientro , nel passare per Napoli , non è stato altrettanto gratificante .
Sembra assurdo , ma finquando le immagini di sporcizia e anarchia in cui verte Napoli si vedono solo in tv , sembra trascurabile , quasi un racconto eccessivamente enfatizzato dai media , ma nella realtà , per chi vive lì , si sta realmente consumando una tragedia .
Eppure non dimentico che Napoli e tutta la Campania hanno molto da offrire , ma spesso il bene passa in secondo piano , perchè fa meno notizia .
Dal momento che è proprio in questi giorni che si decidono le mete turistiche , io inviterei proprio gli indecisi a dare una seconda possibilità alla Campania : venite e non ve ne pentirete .
C’è una Campania tutta da scoprire , una regione che , malgrado le apparenze , è attenta alla salvaguardia per l’ambiente , ha investito nelle fonti rinnovabili , che ha un patrimonio artistico e “floro-faunistico” immenso .
A riprova di quanto ho appena affermato , vi invito a visitare il Parco di Capodimonte (Napoli) ,Palazzo reale (Napoli) , l‘orto botanico (Napoli) .
Ma Napoli non è solo arte , è anche divulgazione della cultura scientifica . Infatti è la città italiana ad avere il primo , per dimensione e innovazione , museo scientifico interattivo , denominato la Citta della Scienza !
Bagnoli (Na) invece ha l’unico centro in Italia (ed il più grande del Mediterraneo) per il ricovero delle tartarughe marine , denominato Turtle Point , inserito all’interno di un progetto ancora più importante di bonifica del territorio precedentemente occupato dall’ex Italsider , ad opera della Società di Trasformazione Urbana “Bagnolifutura” i cui azionisti sono il Comune di Napoli, la Provincia e la Regione Campania .
Poi c’è la Campania delle risorse rinnovabili , con i suoi parchi eolici , concentrati principalmente nel cilento , dove è stato creato addirittura un Museo dell’eolico ( a Capaccio-Paestum in provincia di Salerno ) .
Per approfondire , visitare queste pagine .
Quando si coltiva soprattutto a livello amatoriale, ci si preoccupa in maniera quasi spropositata di dare alle piante tutte le cure del caso , incorrendo invece in errori fatali .
Uno dei più frequenti causato invece da buone intenzioni è la concimazione . L’utilizzo errato dei concimi , soprattutto se chimici , può causare addirittura la morte quasi immediata (pochi giorni ) dell’amata pianta . Infattispesso si utilizzano dosi eccessive di concime e troppo a stretto contatto delle radici , bruciando l’apparato radicale .
Voglio ricordare inoltre che le eccedenze dei concimi chimici che non riescono ad essere assorbite scatenano un processo detto di “eutrofizzazione” , ovvero confluiscono nelle acque , dando inizio all’eccessiva riproduzione del fitoplancton che ,una volta morto ,viene assimilato da altri microrganismi .Durante questo processo , quest’ultimi , riprodotti anch’essi in maniera considerevole grazie alla notevole disponibilità di cibo ,consumano l’ossigeno disciolto nell’acqua con una velocità superiore a quella con cui si ripristina (ipossia) , causando in questo modo la morte di ogni organismo , infatti in mare le zone in cui si verifica questo fenomeno vengono chiamate proprio “zone morte” . La”zona morta” più estesa è quella del Golfo del messico . L’ipossia si può risolvere iniziando a non utilizzare i derivati dell’azoto , appunto i concimi .
Personalmente non sono un ‘amante dei concimi , soprattutto di quelli chimici , preferisco di gran lunga l’utilizzo del compost , in quanto autoprodotto , per cui “so cosa c’è dentro “!Inoltre , a mio modesto parere , a meno che un appezzamento di terra non sia utilizzato 12 mesi l’anno , ritengo anche inutile la concimazione , dal momento che normalmente la terra rigenera la sua fertilità nell’humus , parte superiore del suolo che contiene proprio azoto derivato dalla decomposizione di piante ed animali .
Tuttavia , se proprio qualcuno fosse interessato alla concimazione , che almeno sia concime biologico .
Tra quelli riconosciuti effettivamente come biologici , si fa una distinzione tra concimi di origine animale (e qui bisognerebbe anche far attenzione anche a come l’animale è stato allevato !)e quelli di origine vegetale .
Alcuni concimi biologici di origine animale :
Alcuni concimi biologici di origine vegetale :
Oggi assegno il premio per il concorso ” Primo tra i fiori del bene 2008 ” . Ricordo che l’anno scorso ha vinto il Physalis Peruvianus , in data 27 Aprile . Quest’anno , con mio grande stupore vince la Stevia che con circa 2 mesi d’anticipo rispetto al 2007 , stravolgendo ogni previsione .
Intanto gli altri “candidati al concorso” crescono bene , e fra qualche mese sveliamo anche i nuovi arrivi .



L’olio di neem si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della Melia Azadirachta o della Azadirachta indica , alberi della famiglia del Mogano : è originario dell’India , dove viene impiegato da secoli come rimedio per febbri , dolori ed infezioni .
Infatti i semi e le foglie del neem contengono dei composti che hanno rivelato proprietà antisettiche, antivirali e fungicide ed inoltre riusultano sgradevoli agli insetti .
L’olio di neem , pertanto , è impiegato diluito in acqua nelle coltivazioni biologiche (e nella cosmesi ) ed è riconosciuto anche dall’AIAB come sostanza non tossica per l’uomo .
Fortunatamente è diventato un prodotto facilmente reperibile , malgrado i costi un po’ proibitivi , ma considerando che và diluito e che è atossico , ne vale la pena comprarlo .
Si sente parlare sempre più spesso di “biodiversità” , talvolta anche a sproposito .
Personalmente pur avendo letto qualche testo di Ecologia e di Biologia , ho realmente capito il senso di questo termine solo con la “pratica” !
Lo spunto di questa riflessione l’ho avuto dal Sechium : per un anno intero ho “etichettato” il Sechium Edule come varietà a ciclo stagionale , pensando :<< il sechium è una cucurbitacea , quindi è stagionale >> .
E invece mi sono sbagliata , e di molto : dalle radici dei sechium interrati l’anno scorso sono spuntati fortissimi virgulti .
Potete immaginare il mio stupore e la gioia di aver dimenticato di eliminare le radici
!
Quindi ” la mia biodiversità ” ( ovvero la biodiversità “secondo me”) è la beffa della natura verso il vano tentativo dell’uomo di voler etichettare le varietà con nomi (tassonomia) , pensando che ad ogni nome [famiglia e genere] corrispondano delle caratteristiche , ma in realtà ogni specie rappresenta un’eccezione .
Ad ogni modo , per approfondire (o comunque avere una fonte decisamente più accreditata) , rimando alla Wikipedia , dove sono presenti anche numerosi link per ulteriori dettagli .